LE LEGGENDE
La leggenda della dama bianca
La Dama Bianca usciva dal Regno dell'Ombra, tutta avvolta in bianchi veli, agitando misteriosamente delle antiche pergamene su cui erano scritte le indicazioni per trovare il tesoro nascosto.
La leggenda dello spirito che da vivo sposto' il cippo di granito
Lo spirito di un uomo che da vivo sposto' il cippo di granito, che segnava il termine della proprieta', defraudando il vicino, e' condannato ogni notte a ritornare sul posto e scavare, ma non gli riesce di riportare il confine al posto originario. Lo spirito dovra' ritornare domani, mentre, prodigiosamente, con l'alba lo scavo compiuto si colma e la zolla ridiventa intatta.
Leggenda di fantasmi in Valle Spluga
I fantasmi di notte andavano incontro ai viandanti, con flebili lamenti. Erano come disperati, si nascondevano dietro le rocce per poi riaffiorare in altri luoghi. Spettacoli macabri.
Cirillo il Moro
Cirillo era una persona onesta, anche se dedita al contrabbando. Una sera lo Sgarba, un doganiere, lo segui'; Cirillo continuo' la sua strada, venne un temporale e mentre il doganiere gli diceva di fermarsi, Cirillo gli rispose che la legge e' lassu', dietro il cielo e quindi salto' sul lastrone di neve sottostante, ma il seracco si apri' e si chiuse sopra di lui. Da allora, quando uno Sgarba o uno Spallone percorre quella via e vien meno, si sa che e' preso per i capelli e tratto in salvo dall'anima onesta di Cirillo.
I fantasmi che si trasformano in rocce
I brigantaggi dell'Alta Valle Spluga crearono la leggenda dei fantasmi che appaiono ai viandanti e che si trasformano in insensibili rocce.
a leggenda della sposa di maggio
Quirolo, un chiavennasco che nessuno sapeva da dove venisse, era dedito al gioco e ingordo di ricchezze e aveva venduto la sua anima al diavolo. Cerco' di convincere la santa moglie a fare altrettanto, ma la moglie, passando davanti alla chiesa di Gallivaggio, chiese a Quirolo di entrarci un momento. Avvenne un miracolo: la donna si addormento' e al suo posto la Madonna sotto le vesti di lei ritorno' da Quirolo e si presentarono davanti al diavolo, sotto forma umana. Questi, sentendosi ingannato, si dimeno' come un ossesso e sopra il torrente Rabbiosa apri' una via per il suo luogo d'origine: la spaccatura del Caurga, che ancora oggi si vede e dove mai, dopo di allora, penetro' un uomo o un raggio di sole o di luna. Quirolo comprese che la moglie aveva un potere santo e si volse verso di lei per interrogarla. Ma in quel momento la Madonna apparve nel suo splendore e aveva sul grembo una rosa che stillava sangue. Da allora Quirolo e la moglie vissero felici.
La leggenda della Valle di Lei
Un centurione romano, passando con le sue legioni dalla Val Ferrera (e quindi dall'Emet), si accorse che la vallata era ricca di minerali metallici e fermo' i soldati a scavare. Il centurione aveva come sposa una bella romana che si innamoro' di un soldato. Accortosi dell'infedelta', per punizione rinchiuse la sposa in una caverna e "lei" mori'. Il suo scheletro fu ritrovato dopo un millennio dai piuraschi "sura l'alp del Scengio".Quando fuori ulula la burrasca i vecchi pastori dicono ai piu' giovani: "sentite! E' lo spirito di "lei" che non trova pace per la sua infedelta'".
La causa dell'alluvione del torrente Rabbiosa nel 1927
Secondo il parroco, la causa dell'alluvione sarebbero stati tre morti scomunicati che egli stesso aveva condotto sul Pizzo Stella nel giorno dell'Assunta; li i tre si sarebbero trasformati in un masso, un grosso tronco e un fascio di fieno. Le tre cose furono rimosse, le acque tornarono nel loro letto e tutto fini'.
La leggenda di San Guglielmo
S. Guglielmo decise un giorno di abbandonare la valle del Liro perche' molestato dai ragazzi del luogo. Giunto agli alpeggi dello Spluga, incontro' dei pastori che, riconosciuto in lui l'eremita e venuti a conoscenza della sua intenzione di partire, lo pregarono di restare e gli garantirono la serenita' dell'eremitaggio. S. Guglielmo, commosso, resto' e seduto con loro a mensa, offri' la sua borraccia di vino ai pastori convenuti. Per un prodigio, da essa il vino continuo' ad uscire e ce ne fu per tutti.
La passiflora
La passiflora nacque al passaggio di Gesu', poiche' la piantina ebbe pieta' di lui. Gesu' disse: "O creatura umile, tu hai avuto pieta' di me, ora ti dico in verita' che il tuo fiore ricordera' agli uomini la mia passione e gli uomini ti chiameranno passiflora". La passiflora e' un fiore strano: una corona, un martello e poi i chiodi.