Comune di Campodolcino
Via Don R.Ballerini, 8 - 23021 Campodolcino (SO) Tel. 0343 50113 - 50040 Fax 0343 50575 email info@comune.campodolcino.so.it
HOME | LUOGHI E STORIA | STORIA DELLE ISTITUZIONI IN CAMPODOLCINO E VAL SAN GIACOMO

STORIA DELLE ISTITUZIONI IN CAMPODOLCINO E VAL SAN GIACOMO


COMUNE DI VAL SAN GIACOMO sec. XIV – 1797
Comune del contado di Chiavenna, appartenne alla pieve di Chiavenna. Realtà amministrativa già delineata in parte alla fine del XII secolo, quando è nominata con i rustici di Mese per una vertenza con il vescovo di Como; nel 1203-1204 Vitale di Valle (Val San Giacomo) è segnalato come uno dei rappresentanti di Chiavenna in una disputa confinaria per l’alpe Rasdeglia tra i comuni di Chiavenna e Mesocco; nel 1205 Valle e Mese comparivano come comuni e università, ovvero vicinie, corpi distinti con diritto di essere rappresentati da consoli nel comune di Chiavenna (Crollalanza 1867; Fossati 1901; Buzzetti 1964); con Chiavenna e altre comunità del contado partecipò a convenzioni e accordi con la comunità di Schams nel 1219, e nel 1226 all’appalto per la costruzione della strada da Campodolcino a Madesimo. L’autonomia della valle dovette quindi precisarsi a poco a poco: nel 1252 Chiavenna e Valle avevano già estimi distinti; nel 1327 tra i conti del comune di Chiavenna è registrato un incasso di lire 24 “a Comuni di Valle” (Salice 1967). Nel 1335 (Statuti di Como)era citato come “comune locorum de Valle”. Il 10 settembre 1346 (atto conservato nell’Archivio Capitolare Laurenziano, Chiavenna: Buzzetti 1929) si radunò un convocato del comune degli uomini di Valle in San Giacomo, per avviso del servitore del comune e per imposizione del console, con il concorso dei consiglieri e vicini rappresentanti dell’università di valle. Da tale documento il Buzzetti deduceva che il territorio era allora abitato da Ugia a Porpiano, Campodolcino si trovava ai limiti della zona abitata permanentemente, il centro del comune era il villaggio di San Giacomo, in seguito allo sviluppo demografico e urbanistico di Fraciscio, Isola, Pianazzo, Madesimo il centro del comune si spostò a Campodolcino (Buzzetti 1922; Buzzetti 1964). L’autonomia del comune di Val San Giacomo, dotato di propri statuti, nell’ambito del contado di Chiavenna, già delineata probabilmente in epoca visconte0-sforzesca, fu riconfermata dai Grigioni con privilegio dato a Ilanz il 18 febbraio 1513 e il 4 dicembre 1639, quest’ultimo dopo il trattato di Milano. Con decreto dato a Davos il 15 settembre 1797, il comune di Val San Giacomo, che non aveva aderito al voto del contado di Chiavenna per l’annessione alla repubblica cisalpina e aveva richiesto gli Abscheid e la possibilità di voto nell’assemblea delle tre leghe, fu unito ai Grigioni; in data 29 ottobre 1797 ottenne il Bunderrecht. Il commissario con incarichi speciali per la Valchiavenna Antonio Aldini, sotto minaccia dell’intervento militare, diede il 18 novembre 1797 un ultimatum al comune di Val San Giacomo, che mandò di conseguenza una lettera di adesione alla cisalpina, senza che si verificasse alcuna protesta da parte dei comuni delle tre leghe. Secondo gli statuti del 1538 (Statuti, Val San Giacomo) la valle era divisa in otto quartieri: San Giacomo, Monti di San Bernanrdo, Monti di Olmo e Somma Rovina, Campodolcino, Fraciscio, Starleggia e Pianaccio, più quattro squadre, due per Isola, Tegge, Rasdeglia. Gli statuti del 1538 contenevano norme penali autonome rispetto a quelle egli statuti criminali di Chiavenna, che erano quasi coevi. Modificazioni statutarie si ebbero il 19 aprile 1545 più sostanziali con il sindacato generale di valle del 1650, da un arbitramento sempre del 1650 e ancora n4l 1693, con l’”arbitramento de Capol”. Accanto agli statuti di valle esistevano gli ordini e le regole per la disciplina del pascolo e delle proprietà collettive (Della Briotta 1977; Della Briotta 1979). Dal 1650 i quartieri della valle vennero organizzati in terzieri. Il terziere di fuori comprendeva i quartieri di San Giacomo, Monti di San Bernardo (o Vergona), Olmo (con Monti di Olmo, Monti di Mezzo, Sommarovina), Lirone. Il terziere di mezzo comprendeva i quartieri di Campodolcino, Fraciscio, Starleggia, Portarezza, Vho (o Porpiano). Il terziere di dentro comprendeva i quartieri di Isola, Madesimo, Pianazzo e le squadre di Teggiate e Rasdeglia. Ogni quartiere della Val San Giacomo aveva un proprio consiglio di quartiere e propri consoli; al di sopra c’era un consiglio generale di valle. Massimo organo del comune era il consiglio di valle: l’ultima sua riunione risale all’11 gennaio 1798, quando, dopo l’annessione alla repubblica cisalpina, vennero ritirati dall’archivio alcuni decreti originali dell’autonomia di valle (Archivio Comunale Val San Giacomo, Inventario; Della Morte 1987-1988; Zahner 1989; Planta 1993; Succetti 1993-1994).

Comune di Val San Giacomo.
Consiglio di quartiere sec. XVI-1797
Il consiglio di quartiere, convocato dal consigliere di ogni quartiere della Val San Giacomo con preavviso settimanale, radunava i vicini, dapprima i soli capifamiglia, poi tutti gli uomini dai quindici anni in su, e si riuniva di domenica sulle piazze o all’interno delle chiese del quartiere. Nominava propri stimatori e discuteva di ogni decisione inerente le deliberazioni dei singoli quartieri all’interno del consiglio di valle. Le modalità di espressioni dei voti, presi a maggioranza all’interno dell’assemblea di quartiere, da portare al consiglio di valle, variò nel corso del tempo. I consoli e consiglieri di quartieri (dapprima chiamati capi quartiere), risultavano fino al 1650 nominati dal ministrale, in seguito eletti direttamente dai rispettivi popoli. Essi rappresentavano il quartiere all’interno del consiglio di valle, si consultavano con le rispettive popolazioni prima di esprimere qualsiasi decisione importante.

Comune di Val San Giacomo.
Consiglio di quartiere. Consiglio generale. sec. XVI – 1797
Il consiglio generale del comune coincideva con l’assemblea generale della Val San Giacomo, e rappresentava il consiglio dei quartieri e del popolo di valle: si configurava pertanto non come assemblea unica, ma come espressione di più assemblee decentrate.

Comune di Val San Giacomo.
Consiglio di quartiere. Consiglio generale. Consiglio di valle. sec. XVI – 1797
Il consiglio di valle era formato dal console o ministrale, dal suo iusdicente o luogotenente, e dai consoli e consiglieri dei dodici quartieri della Val San Giacomo: si configurava come emanazione diretta del consiglio generale, dal momento che in esso trovavano deliberazione e ratifica gli argomenti di colta in volta dibattuti dai quartieri di valle. Il consiglio di valle si riuniva anche più volte al mese; era suo compito la nomina degli iusdicenti di valle, ossia il ministrale, il luogotenente, i consoli di quartiere, gli ufficiali di comunità. Il luogo di riunione dei consigli, dapprima nel villaggio di San Giacomo, già nel 1477 era Campodolcino, fino al 1664 “nella stua appresso la chiesa di San Giovanni Battista”, in seguito nella casa della comunità” alla Corte.

Comune di Val San Giacomo.
Consiglio di quartiere. Consiglio generale. Consiglio di valle. Ministrale sec. XVI – 1797
Il console della Val San Giacomo, chiamato stabilmente ministrale dal primi anni del XVI secolo, era scelto tra gli abitanti della valle.. Il ministrale entrante giurava dinanzi al ministrale uscente, dal quale riceveva in consegna i simboli della comunità: i due sigilli della comunità, quello grande d’argento e quello piccolo di ferro, la chiave del corpo e la chiave del braccio di Sn Guglielmo (patrono della valle), la chiave dello “schiepo” del santuario di Santa Maria di Gallivaggio e la chiave della “scranna” delle scritture della comunità. Il ministrale convocava e presiedeva il consiglio di valle, ed era affiancato da un suo iusdicente, chiamato anche luogotenente. Ministrale o luogotenente presiedevano insieme al governo economico ed all’amministrazione della giustizia (venendo indicai in tal caso come “iusdicenti”), giudicando autonomamente nelle cause civili, mentre nelle cause criminali assistevano il commissario di Chiavenna, unitamente ad altri due deputati in qualità di “assistenti al criminale”. Sino a al 1650, gli iusdicenti rimanevano in carica dapprima un anno, poi due con possibilità di riconferma, e tenevano udienza due volte al mese, con sospensione da metà luglio a metà settembre. Il sindicato del 1650 rese definitiva l’elezione biennale del ministrale e luogotenente, né proibì la rielezione per due volte consecutive nello stesso incarico e li obbligò a tenere 24 sedute all’anno (otto per terziere); infine venne disposto che fossero i quartieri e non più il ministrale ad eleggere il console di quartiere. L’arbitramento de Capol del 1693 impose che nel biennio successivo al proprio mandato ministrale, luogotenente ed assistenti al criminale non potessero ricoprire nel biennio successivo nessuna delle tre cariche. Sempre, comunque, essi non potevano ricevere salario, bensì un compenso proporzionale alle loro prestazioni. Era compito specifico del ministrale la nomina del consigliere e del console per ogni quartiere; egli era inoltre obbligato a rendere conto al termine del proprio mandato delle entrate e delle uscite della propria amministrazione. Il console riceveva il giuramento dei tutori degli orfani, ma la loro nomina spettava alle vicinanze di quartiere.

Comune di Val San Giacomo.
Consiglio di quartiere. Consiglio generale. Consiglio di valle. Officiali di comunità sec. XVI – 1797
Gli officiali di comunità, nominati dal consiglio di valle, erano rappresentati dai due assistenti al criminale, dai consoli di giustizia, dai provvisionari sopra le vettovaglie, dal cancelliere, dal servitore pubblico (o veibel), dai vegheri, responsabili della manutenzione delle strade. Tutti gli officiali eletti accettavano pubblicamente la loro carica e prestavano giuramento nelle mani del ministrale e del consiglio di valle.

Comune di Val San Giacomo. 1787-1815
Nel marzo del 1798 (legge 7 germinale anno VI), il comune di Val San Giacomo era inserito nel dipartimento del Lario. Con l’organizzazione del dipartimento dell’Adda e Oglio (legge 11 vendemmiale anno VI), il comune di Val San Giacomo fu compreso nel distretto di Chiavenna. Nell’assetto definitivo della repubblica cisalpina, determinato nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), Val San Giacomo era uno dei settanta comuni che costituivano il distretto III di Sondrio del dipartimento del Lario. Nel nuovo piano di distrettuazione provvisoria del dipartimento del Lario, in esecuzione del decreto 14 novembre 1802, il comune di Valle San Giacomo venne ricollocato nel II distretto dell’ex Valtellina con capoluogo Chiavenna (quadro dei distretti 1802), nel quale fu confermato nel 1803, benché inserito nella III, inferiore a quella spettante gli in base alla sua popolazione di oltre 3.000 abitanti (elenco dei comuni 1803). Con l’organizzazione del dipartimento dell’Adda nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805), il comune di Val San Giacomo venne ad appartenere al cantone VI di Chiavenna: comune di II classe, contava 3.067 abitanti. Nel prospetto del numero, nome e popolazione dei comuni del dipartimento dell’Adda secondo il decreto 22 dicembre 1807, il comune denominato di Valle San Giacomo, con 2.934 abitanti totali, figurava composto dalle frazioni di Campodolcino (462), Isola (508), San Giacomo (234), Madesimo (290), San Bernardo (230), Olmo (221), Fraciscio (140), Sterleggia (173), Vhò (143), Portarezza (217), Lirone (109), Pianazzo (207). L’estensione dell’elenco avvisava che il numero della popolazione variava sovente per le “continue traslocazioni” che accadevano “per avere moltissime famiglie doppio domicilio” (prospetto dei comuni 1807) Nel 1815, dopo l’assoggettamento del dipartimento dell’Adda al dominio della casa d’Austria nel regno lombardo-veneto (comparto 1 maggio 1815), il comune di Val San Giacomo risultava composto dalle sezioni di Albareda, Campodolcino, Fraciscio, Isola, Lirone, Madesimo, Olmo, Pianezzo, Vhò con Prestone, San Bernardo, Sommarovina, Sterleggia, Portarezza, con popolazione di 3.067 abitanti.

legisl. Statuti, Val San Giacomo: Statuti della Valle di Santo Giacomo (17 dicembre 1538), comune di Val San Giacomo, con conferma dei signori delle Tre Leghe, AC Val San Giacomo, serie 1.1, Statuti, decreti, gride (1538-sec.XVIII ex.) statuto “vecchio” della Val San Giacomo, a cui segue il “nuovo” del 19 aprile 1549; copia semplice del XVIII: bibl. AC Val San Giacomo, Inventario: Provincia di Sondrio, Archivio storico della Comunità di Val San Giacomo. Inventario d’archivio (1538-Sec. XIX), a cura di Giordano Sterlocchi, Milano, Consorzio Archidata, 1996, Edizione provvisoria; Buzzetti 1922: Pietro Buzzetti, Le chiese nel territorio dell’antico comune di Valle San Giacomo, Como, 1922; Della Briotta 1977: Libero Della Briotta, Sugli statuti di Val San Giacomo, “Clavenna”, 1977; Della Briotta 1979: Libero Della Briotta, Comunità alpine fra Lombardia e Svizzera. La Val San Giacomo (sec. XVI-XVII), Sondrio, Il Lavoratore valtellinese, 1979; Della Morte 1987-1988: Antonio Egidio Della Morte, La Val San Giacomo nei secoli XVI e XVII, Milano, Università Cattolica, anno accademico 1987-1988, Tesi di Laurea; Planta 1993: Tumasch Planta, Le antiche strade dello Spluga in Quaderni del Centro di Studi storici valchiavennaschi, VIII, Chiavenna, 1993; Succetti 1993-1994: Giorgio Succetti, L’antica viabilità in Val San Giacomo. Analisi storica, rilievo e ipotesi di rilevazione, Milano, Politecnico di Milano, anno accademico 1993-1994, Tesi di Laurea; Zahner 1989: Gerard Zahner, Il dialetto della Val San Giacomo (Valle Spluga), Milano, Vita e Pensiero, 1989.

Comune di Val San Giacomo 1816 – 1859
In base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), era prevista l’attivazione, nel distretto VII di Chiavenna, dei distinti comuni di Gallivaggio con Lirone, Vhò, Cimaganda e Prestone, di San Bernardo, di Sommarovina con Albaredo; l’imperial regia delegazione provinciale ne propose invece l’accorpamento in un comune unitario, compreso nell’elenco dei comuni riordinato come San Giacomo, Lirone, Vhò, San Bernardo, Olmo, Albaredo, Sommarovina, frazioni delle contrade di Gallivaggio e Cimaganda (Prestone fu dalla delegazione provinciale unito al comune di Campodolcino) prospetto dei comuni 1816). La divisione ai sensi della notificazione del 12 febbraio dell’antica comunità di Val San Giacomo, di cui San Giacomo e gli altri quartieri avevano fatto parte, era stata giudicata “rovinosa” dal deputato di Valtellina conte Guicciardi (Guicciardi 1816); la delegazione provinciale ne fece “oggetto di molte ricerche e di molte fatiche” Gli abitanti avrebbero desiderato rimanere uniti in un solo comune, e inviarono in tal senso ricorsi dal 1816 fino al 1818-1819 (ricorso di San Giacomo, 1816; ricorsi di San Giacomo 1818-1819). A questa istanza si opponeva però “e il sistema nuovo censuario e il riflesso che essendo quegli abitanti limitrofi ai Grigioni conveniva non lasciarsi per le viste politiche riuniti in un corpo, ma divisi”. Il riparto proposto dalla delegazione provinciale era “più coerente per la reciproca posizione geografica delle frazioni e delle contrade, e perché conforme alla divisione delle parrocchie e delle ecclesiastiche giurisdizioni”, più vicino “agli interessi tanto delle frazioni particolari che degli abitanti in complesso”, più “conforme ed utile” (Delegazione provinciale 1816). In un rapporto inviato l’8 giugno 1816 dalla prefettura di Sondrio era ancora maggiormente evidenziata “la vista politica di non lasciare unito quel Comune (Val San Giacomo) allo stato di prima”, perché si trovava “in immediato contatto di territorio coi Griggioni, e in continua corrispondenza e commercio con essi per la condotta delle merci di transito” che si faceva “lungo quel Comune, e da quei comunisti”. Gli abitanti erano stati “sempre ligi ai Grigioni”, e sebbene si sarebbero potuti ravvisare “inutili in avvenire sotto ogni rapporto gli sforzi di costoro”, con lo smembramento del comune si indeboliva “quel partito qualunque” che i Grigioni potevano ancora avervi, e “sempre meno pericolosa” veniva “ad essere nei suoi effetti l’estera influenza” (congregazione provinciale,1816). L’aggregazione dei tre comuni e la variazione al compartimento del 12 febbraio 1816 introdotta dalla delegazione provinciale vennero abilitate successivamente all’attivazione dei comuni della provincia di Sondrio (1 maggio 1816), con il dispaccio governativo 1816 n. 70549/2397 e con i decreti governativi 1816 ottobre 11 n. 3717/4849 e 1817 febbraio 7 n. 3545/123 (variazioni al compartimento di San Giacomo). San Giacomo con Gallivaggio con Lirone, Vhò, Cimaganda e Sommarovina con Albareda, comune don consiglio, fu confermato nel distretto VII di Chiavenna in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), San Giacomo conle frazioni Gallivaggio con Lirone, Vhò, Cimaganda e Sommarovina con Albareda, Uggia e Dalò comune con consiglio senza ufficio proprio e con una popolazione di 1.538 abitanti, fu inserito nel distretto IV di Chiavenna.

arch. congregazione provinciale, 1816: “Opinioni della Congregazione provinciale sopra alcune istanze di Comuni di questa provincia per variazioni di compartimento territoriale”, Sondrio, 8 giugno 1816, ASMi, Cens p.m., cart. 779, ricorsi di San Giacomo, 1818-1819: La deputazione comunale di Isola, Campo Dolcino e Val San Giacomo implorano la concentrazione dei tre comuni in quello di Val San Giacomo, mentre implorano l’allargamento della strada di Isola in comunicazione con quello dello Spluga e la diminuzione prediale”, anni 1818-1819, (fascicolo vuoto), ASMi, Censo p.m., cart. 1.611; ricorso di San Giacomo, 1816: Istanze di comuni della provincia di Sondrio per variazioni al compartimento territoriale portato con la notificazione 12 febbraio 1816: “Ricorso del Comune di San Giacomo contro la compartimentazione del 12 febbraio 1816”, 22 marzo 1816, ASMi, Censo p.m. cart. 779; variazioni al compartimento di Campodolcino: Prospetti provinciali delle variazioni apportate nella compartimentazione territoriale dopo la notificazione 12 febbraio 1816 fino all’11febbraio 1820: estremi dei decreti governativi di abilitazione alle variazioni di compartimento territoriale, ASMi, Censo p.m., cart. 775.

COMUNE DI CAMPODOLCINO 1816 – 1859
In base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816) era prevista l’attivazione, nel distretto VII di Chiavenna, del comune di Campodolcino con Starleggia, Portarezza e Squadra dei Tini, compreso e riorganizzato nell’elenco dei comuni di della Provincia di Sondrio stilato dall’imperial regia delegazione provinciale come comune di Campodolcino, Fraciscio, Sterleggia, Portarezza, Frazioni colla contrada di Case dei Tini, Motta e Prestone (nella compartimentazione territoriale del 12 febbraio Prestone era stato incluso nel comune di Gallivaggio) (prospetto dei comuni 1816). La divisione ai sensi della notificazione del 12 febbraio dell’antica comunità di Val San Giacomo, di cui Campodolcino e gli altri quartieri avevano fatto parte, era stata giudicata “rovinosa” dal deputato di Valtellina conte Guicciardi (Guicciardi 1816); la delegazione provinciale ne fece “oggetto di molte ricerche e di molte fatiche”. Gli abitanti avrebbero desiderato rimanere uniti in un solo comune, e inviarono in tal senso ricorsi dal 1816 fino al 1818-1819 (ricorso di San Giacomo, 1816; ricorsi di San Giacomo 1818-1819). A questa istanza si opponeva però “e il sistema nuovo censuario e il riflesso che essendo quegli abitanti limitrofi ai Grigioni conveniva non lasciarsi per le viste politiche riuniti in un corpo, ma divisi”. Il riparto proposto dalla delegazione provinciale era “più coerente per la reciproca posizione geografica delle frazioni e delle contrade, e perché conforme alla divisione delle parrocchie e delle ecclesiastiche giurisdizioni”, più vicino “agli interessi tanto delle frazioni particolari che degli abitanti in complesso”, più “conforme ed utile” (Delegazione provinciale 1816): In un rapporto inviato l’8 giugno 1816 dalla prefettura di Sondrio era ancora maggiormente evidenziata “la vista politica di non lasciare unito quel Comune (Val San Giacomo) allo stato di prima”, perché si trovava “in immediato contatto di territorio coi Griggioni, e in continua corrispondenza e commercio con essi per la condotta delle merci di transito” che si faceva “lungo quel Comune, e da quei comunisti”. Gli abitanti erano stati “sempre ligi ai Grigioni”, e sebbene si sarebbero potuti ravvisare “inutili in avvenire sotto ogni rapporto gli sforzi di costoro”, con lo smembramento del comune si indeboliva “quel partito qualunque” che i Grigioni potevano ancora avervi, e “sempre meno pericolosa” veniva “ad essere nei suoi effetti l’estera influenza” (congregazione provinciale,1816). La variazione del compartimento del 12 febbraio 1816 introdotta dalla delegazione provinciale venne abilitata successivamente all’attivazione dei comuni della provincia di Sondrio (1 maggio 1816), con i decreti governativi 1816 ottobre 11 n. 37917/4849 e 1817 febbraio 7 n. 3545/12 (variazioni al compartimento di Campodolcino). Campodolcino con Starleggia, Portarezza, Squadra de’Tini, Motta e Prestone, comune con consiglio, fu confermato nel distretto VII di Chiavenna in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombare (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Campodolcino con le frazioni Starleggia, Portarezza, Squadra de’Tini, Motta e Prestone, comune con consigli senza ufficio proprio e con una popolazione di 1.458 abitanti, fu inserito nel distretto IV di Chiavenna.

arch. congregazione provinciale, 1816: “Opinioni della Congregazione provinciale sopra alcune istanze di Comuni di questa provincia per variazioni di compartimento territoriale”, Sondrio, 8 giugno 1816, ASMi, Cens p.m., cart. 779, ricorsi di San Giacomo, 1818-1819: “La deputazione comunale di Isola, Campo Dolcino e Val San Giacomo implorano la concentrazione dei tre comuni in quello di Val San Giacomo, mentre implorano l’allargamento della strada di Isola in comunicazione con quello dello Spluga e la diminuzione prediale”, anni 1818-1819, (fascicolo vuoto), ASMi, Censo p.m., cart. 1.611; ricorso di San Giacomo, 1816: Istanze di comuni della provincia di Sondrio per variazioni al compartimento territoriale portato con la notificazione 12 febbraio 1816: “Ricorso del Comune di San Giacomo contro la compartimentazione del 12 febbraio 1816”, 22 marzo 1816, ASMi, Censo p.m. cart. 779; variazioni al compartimento di Campodolcino: Prospetti provinciali delle variazioni apportate nella compartimentazione territoriale dopo la notificazione 12 febbraio 1816 fino all’11febbraio 1820: estremi dei decreti governativi di abilitazione alle variazioni di compartimento territoriale, ASMi, Censo p.m., cart. 775.

Comune di Isola 1816-1859
In base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), era prevista l’attivazione, nel distretto VII di Chiavenna, dei distinti comuni di Isola e di Pianazzo con Madesimo; l’imperial regia delegazione provinciale ne propose invece l’accorpamento in un comune unitario (prospetto dei comuni 1816). La divisione ai sensi della notificazione del 12 febbraio dell’antica comunità di Val San Giacomo, di cui Isola, Pianazzo e Madesimo avevano fatto parte, era stata giudicata “rovinosa” dal deputato di Valtellina conte Guicciardi (Guiccardi 1816); la delegazione provinciale ne fece “oggetto di molte ricerche e di molte fatiche”: Gli abitanti avrebbero desiderato rimanere uniti in un solo comune, e inviarono in tal senso ricorsi dal 1816 fino al 1818-1819 (ricorso di San Giacomo, 1816; ricorsi di San Giacomo, 1818-1819). A questa istanza si opponeva però “e il sistema nuovo censuario e il riflesso che essendo quegli abitanti limitrofi ai Grigioni conveniva non lasciarsi per le viste politiche riuniti in un corpo, ma divisi”. Il riparto proposto dalla delegazione provinciale era “più coerente per la reciproca posizione geografica delle frazioni e delle contrade, e perché conforme alla divisione delle parrocchie e delle ecclesiastiche giurisdizioni”, più vicino “agli interessi tanto delle frazioni particolari che degli abitanti in complesso”, più “conforme ed utile” (Delegazione provinciale 1816). In un rapporto inviato l’8giugno 1816 dalla prefettura di Sondrio era ancora maggiormente evidenziata “la vista politica di non lasciare unito quel Comune (Val San Giacomo) allo stato di prima”, perché si trovava “in immediato contatto di territorio coi Grigioni, e in continua corrispondenza e commercio con essi per la condotta delle merci di transito” che si faceva “lungo quel Comune, e da quei comunisti”. Gli abitanti erano stati “sempre ligi ai Grigioni”, e sebbene si sarebbero potuti ravvisare “inutili in avvenire sotto ogni rapporto gli sforzi di costoro”, con lo smembramento del comune si indeboliva “quel partito qualunque” che i Grigioni potevano ancora avervi, e “sempre meno pericolosa” veniva “ad essere nei suoi effetti l’estera influenza” (congregazione provinciale, 1816). L’aggregazione dei due comuni e la variazione al compartimento del 12 febbraio 1816 introdotta dalla delegazione provinciale vennero abilitate successivamente all’attivazione dei comuni della provincia di Sondrio (1 maggio 1816), con il dispaccio governativo 1816 n. 70549/2397 e con i decreti governativi 1816 ottobre 11 n. 37917/4849 e 1817 febbraio 1 n. 3545/123 (variazioni al compartimento di Isola, 1816-1817). Isola con Pianazzo e Madesimo, comune con consiglio, fu confermato nel distretto VII di Chiavenna in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Isola con le frazioni Pianazzo e Madesimo, comune con consiglio senza ufficio proprio e con una popolazione di 602 abitanti, fu inserito nel distretto IV di Chiavenna.

arch. congregazione provinciale, 1816: “Opinioni della Congregazione provinciale sopra alcune istanze di Comuni di questa provincia per variazioni di compartimento territoriale”, Sondrio, 8 giugno 1816, ASMi, Cens p.m., cart. 779, ricorsi di San Giacomo, 1818-1819: “La deputazione comunale di Isola, Campo Dolcino e Val San Giacomo implorano la concentrazione dei tre comuni in quello di Val San Giacomo, mentre implorano l’allargamento della strada di Isola in comunicazione con quello dello Spluga e la diminuzione prediale”, anni 1818-1819, (fascicolo vuoto), ASMi, Censo p.m., cart. 1.611; ricorso di San Giacomo, 1816: Istanze di comuni della provincia di Sondrio per variazioni al compartimento territoriale portato con la notificazione 12 febbraio 1816: “Ricorso del Comune di San Giacomo contro la compartimentazione del 12 febbraio 1816”, 22 marzo 1816, ASMi, Censo p.m. cart. 779; variazioni al compartimento di Campodolcino: Prospetti provinciali delle variazioni apportate nella compartimentazione territoriale dopo la notificazione 12 febbraio 1816 fino all’11febbraio 1820: estremi dei decreti governativi di abilitazione alle variazioni di compartimento territoriale, ASMi, Censo p.m., cart. 775.

Tratto da: “Le istituzioni storiche del territorio lombardo (XIV-XIX secolo)” - Sondrio, Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, 1999

ELENCO NEWS

  1. CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE PER IL GIORNO 15.11.2008 - ORE 10.00
  2. Calendario visite ambulatorio pediatrico mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008.
  3. Piano di Governo del Territorio (PGT) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
  4. NUOVO CONTO CORRENTE PER VERSAMENTO ICI ANNO 2008
  5. Contributi regionali per l'istruzione Dote Scuola per gli studenti residenti in Lombardia
  6. Elenco consulenti dell'Amministrazione Comunale incaricati nel corso del 2008
  7. Aliquote I.C.I. anno 2008
  8. REGOLAMENTI STRADE AGRO-SILVO-PASTORALI
  9. AVVISO RIGUARDANTE I RESIDENTI ED I PROPRIETARI DI SECONDE CASE NELLA FRAZIONE MOTTA DI CAMPODOLCINO

NUOVA USCITA "DAL COMÜN SPECIAL n.15"

  1. Per i numeri precedenti visitare la sezione "Comunicazioni del Sindaco" di questo sito.
Valid HTML 4.01 Transitional | W3C - Valid CSS! | Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0 | BOBBY Validate AAA